|
| Copertina » TOP News
|
CALCIO (02/02/2010)
MESSINA, RIAPRE LA FIERA DEL NONSENSO.
Incomprensibili le ultime decisioni in campo societario e in sede di calciomercato dell'Acr. La fiammella dell’entusiasmo è già destinata a spegnersi
Ci avevamo provato, creduto (o fatto finta di crederci…), sperato: avevamo intravisto tracce di un progetto, di una possibile rinascita, di una svolta in casa Acr. Il fine anno giallorosso aveva assunto il retrogusto dolce del panettone e la promessa di effervescenza dello spumante. Invece, “passate le feste gabbato lo Santo”: in via del Vespro riapre la fiera del nonsenso.
In ordine cronologico, l’ultima “perla” è la cessione di Magliocco. Semplicemente incomprensibile, sotto tutti i punti di vista. Innanzitutto, il giocatore, evidentemente, aveva una tale voglia di andare via, da accettare sì una destinazione in Prima divisione, ma nella rosa di una squadra per la quale, pochi giorni fa, è stata addirittura avanzata richiesta di radiazione! Lo ha fatto il capo della Procura federale, Stefano Palazzi, nell’ambito del procedimento sul presunto illecito sportivo legato alla gara tra i lucani e la Salernitana del 2008 (vicenda ritornata a galla, in seguito a un’inchiesta della magistratura ordinaria). Ma, soprattutto, è una decisione decisamente illogica in ottica giallorossa. Forse, il ritornello secondo cui la coppia Di Napoli-Sarli è la più forte dell’intera Serie D è stato ripetuto tante volte, che qualcuno alla fine se ne è convinto. Certo, sulla carta lo è. Ma a calcio si gioca, ovviamente, sul campo. Tant’è che Infantino, nonostante l’arrivo della nuova punta a dicembre, aveva più volte – lo ha fatto anche a Modica – ribadito la necessità di un ulteriore acquisto in avanti. Per quanto ci riguarda, non ne eravamo convintissimi, ma fatto sta che il Messina si accinge a disputare il resto del campionato con un’evidente carenza. In fin dei conti, partiti Marzeglia e Magliocco e vestito di giallorosso Sarli, non resta che augurare ai titolari dell’attacco biancoscudato lunga vita e grande salute. Le alternative, infatti, si chiamano Tavilla, Nuccio, Mangiarotti e Petagine. Senza discutere sulle loro qualità, è assai difficile immaginare per loro l’etichetta di centravanti…
Che senso ha, insomma, avere tentato di portare in riva allo Stretto i vari Gambino, Farruggia, Galetti, Panatteri fino al mese scorso e, dopo non esserci riusciti, cedere comunque Magliocco? Il quale non ha certo fatto vedere numeri strabilianti da quando è a Messina, ma era sicuramente tecnicamente inserito nel gruppo. Magari la società ha sotto mano un atleta svincolato il quale, però, non deve essere stato tesserato a partire dall’estate 2009: basta riflettere su quest’ultimo dato, per comprendere i tempi del suo inserimento (ammesso che, effettivamente, esso avverrà).
Quando avviene tutto questo? Alla vigilia di un tour de force, che prevede scontri con le squadre al vertice della classifica e un probabile recupero infrasettimanale.
Sono gli effetti della riorganizzazione, quella che dopo il match contro il Castrovillari aveva portato alla defenestrazione del cuoco cui era affidata la ristorazione nella foresteria del S. Filippo e dell’addetto stampa, Reno De Benedetto: l’unico vero legame, in pianta organica, tra una società laziale-campana e l’ambiente cittadino. Il solo a essere in grado di “mettere una pezza” anche nei momenti più difficili e a farlo non per motivazioni economiche, bensì per pura passione e fede calcistica. Usando le parole di Fabiani, sono cose che succedono…
Già, nel frattempo, però, succede anche che il campionato assuma una cifra così mediocre, da alimentare rimpianti una domenica dopo l’altra. Con quattro vittorie consecutive, traguardo – secondo quanto ribadito dai dirigenti fino a poche settimane fa – ampiamente alla portata del Messina, il Modica, ad esempio, ora “vede” la vetta. In cima c’è il Milazzo: 5 punti nelle ultime 5 gare (3 delle quali in casa, contro formazioni di medio-bassa classifica), non certo un’andatura vertiginosa. Con i mamertini il Trapani, sconfitto 5 volte nell’intero torneo (appena una in meno dei giallorossi, ma ben 14 punti avanti).
L’Acr, invece, è salda sul suo balconcino con vista playout, ancora impegnata a studiare un assetto dirigenziale ideale. Magari per evitare che l’agire dei vertici proprietari faccia nuovamente chiudere le porte del S. Filippo e, allo stesso tempo, per favorire invece la chiusura di quelle del grande albergo Messina, in cui quest’anno calciatori e dipendenti vanno e vengono come viaggiatori di commercio.
|
|
di:
|
|
|
|
 
|
|
|