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Messina…..se ci sei batti un colpo

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In queste ultime settimane abbiamo registrato una serie di accadimenti che avranno sicure ripercussioni sul futuro della città e del territorio di riferimento ed hanno mostrato ancora una volta la totale assenza di un “sistema città”,  capace di mettere in atto quanto necessario all’evoluzione ed allo sviluppo delle nostre contrade.

 Va precisato che la “provincia” in alcuni casi mostra di avere gli anticorpi necessari per fermare la decadenza o quanto meno per evidenziare lacune dovute ad una gestione della cosa pubblica non rispondente alle attese o alle esigenze della popolazione.

Dopo questa breve premessa veniamo a Messina, di “argomenti scottanti” ce ne sono tanti ed è opportuno stilare per memoria un breve elenco: Porto di Tremestieri, Ospedale Piemonte, Camera di Commercio, Autorità Portuale per citare i principali e per finire il disservizio di questa settimana per quanto concerne la fornitura idrica. In un modo o nell’altro i temi in questione riverberano effetti diretti sul quotidiano delle vita cittadina e ne ipotecano alla lunga anche il futuro.

Balza all’attenzione in tutta la sua evidenza, l’assenza della politica, responsabile dei commissariamenti subiti e della perdita di quell’identità che caratterizzava la città subito dopo il secondo dopoguerra.

E’ da qui che partono i problemi, mettendo a nudo l’assenza di una seria progettualità. E dire che in questi anni, da sinistra a destra, abbiamo avuto  conferenze economiche, PRUSST e persino un Messina 2020, ma tutto è rimasto sulla carta, senza il minimo di continuità amministrativa.

 Non si tratta di dare voti o giudizi a questo o a quello, ma certamente non è concepibile che una città di oltre 240.000 abitanti continui a subire in silenzio, se si eccettuano alcune centinaia di persone, la mancanza d’acqua con ben due grossi acquedotti utilizzabili, ma messi fuori uso non solo da fattori geologici ma anche dall’incapacità di una burocrazia sorda e cieca.

 Una politica che sfugge alle sue responsabilità o che si ripara dietro una onnipresente guerra a quelli che c’erano prima o alla mafia, non è di alcuna utilità, occorre metterci la faccia se si vuole avere un ruolo, non si può più vivere di rendita come molti tentano di fare. La città non se lo può più permettere. Le organizzazioni datoriali ed i sindacati dei lavoratori avevano tentato negli scorsi anni di mettere in atto una sorta di punto di riferimento ma la politica non ha saputo utilizzare quella che potrebbe essere una risorsa. Ma a nulla servono gli sforzi se poi i tempi delle decisioni che contano, prese lontano dalla città, sono biblici, non chiari e talvolta contraddittori: vedi l’inceneritore o il pronto soccorso del Piemonte. Se il problema dell’acqua diventa un caso nazionale per la sua potenziale pericolosità, lo stesso non accade se il progetto per il secondo porto si arena nelle sabbie mobili, ed il primo subisce sistematicamente una riduzione della sua capacità operativa perché non è possibile attuare un dragaggio preventivo, che va autorizzato da Palermo. E che dire della Camera di Commercio e perché no dell’Autorità Portuale ?

Sono due entità dalle funzioni diverse, ma di certo utili e necessarie allo sviluppo del territorio, come dimostra l’impegno profuso in tutta Italia per mantenerle, da parte delle località interessate   ad un eventuale accorpamento con altra città. Da parte nostra, tranne qualche tweet o breve intervento di circostanza, il silenzio è stato assordante.

Colpa dell’attuale Amministrazione comunale ? Potrebbe essere, ma ritengo che la verità stia altrove. L’ho già detto: manca la politica e non si vedono soggetti realmente intenzionati a scommettere sulla città, sia a destra che a sinistra. Attendono tutti che altri facciano il primo passo. Nel frattempo a Palermo viene rinnovata l’ennesima  Giunta regionale.

Sul tema Fiumefreddo, l’augurio è che non si ricominci al rimpallo delle responsabilità, facendo ricadere le colpe su colui che ha fatto le saldature; la frana è conseguenza del dissesto. Alcune voci dicono che le recenti riparazioni sono state fatte in un certo modo, per la preoccupazione di qualcuno che avrebbe suggerito di limitare l’intervento per evitare ulteriori esborsi.

Aurelio Giordano

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