Nuova stoccata dei "dissezienti" dell'area Letta del Partito Democratico, contro i vertici provicniali e regionali del partito. Inequivocabile il significato della nota inviata oggi da Marcello Greco e Paolo Saglimbeni, esponenti in Consiglio del Pd Trecentosessanta, al neosegretario nazionale del Pd, Dario Franceschini.
L'oggetto della nota recita: "Richiesta commissariamento dell'unione provinciale di Messina e destituzione del segretario Pd della Regione Sicilia per gravi violazioni delle norme statutarie e del codice etico del partito".
All'interno della nota i motivi della richiesta: "Caro Dario, la decisione di affidare il compito di coordinare la fase congressuale del Pd in Sicilia, dopo l'ennesimo rinvio ad ottobre 2009. all'attuale segretario regionale, ci induce a richiedere un Tuo immediato intervento politico, nel senso indicato in oggetto, senza aspettare i tempi del ricorso presentato alla commissione nazionale dei garanti".
"Riteniamo infatti che le gravi violazioni delle norme statutarie e del codice etico del partito, gestito in modo verticistico, escludente e poco trasparente, abbiano determinato una situazione di tale gravità a Mesisna e in Sicilia da pregiudicarne il rilancio cui stai lavorando con mirabile abnegazione e lealtà".
Più nel particolare, le contestazioni di Greco e Saglimbeni sono legate a: "assenza totale di democrazia interna", in riferimento alla presunta "illegittimità dell'elezione del coordinatore provinciale e della commissione di garanzia provinciale" e successiva, altrettanto illegittima, ratifica.
Inoltre, i due del Trecentosessanta, parlano di "blocco delle informazioni mirato ad impedire la celebrazione trasparente del congresso" attuato per "avere le mani libere sul tesseramento, occupare il partito, ridurre all'impotenza i dissezienti".
Infine, l'accusa più pesante, mossa proprio a Francantonio Genovese: "Gestione irregolare e a fini personali delle risorse finanziarie del partito".
Le risorse del partito, secondo Greco e Saglimbeni, sarebbero state "presumibilmente impiegate per finanziare la campagna elettorale 2008 del candiadto sindaco nel Comune di Messina, nonché attuale segretario regionale, e dei candidati da lui privilegiati con evidenti irregolarità contabili allo scopo di falsare la competizione elettorale interna al Pd".
E ancora seguono accuse sulla presunta "assunzione clientelare" che avrebbe lasciato fuori dal Pd regionale e cittadino, Paolo Saglimbeni.
Per tali motivi, scrivono in chiusura Greco e Saglimbeni rivolgendosi a Franceschini, "converrai che non c'0è un minuto da perdere se non vogliamo deludere le attese di coloro i quali vedevano nel Pd quel partito nuovo in grado di assicurare partecipazione politica, pluralismo e trasparenza e ridare speranza alla sicilia e al nostro paese". |