COMUNE, LA GUERRA DEL PD. GRECO: "SONO ANCORA IO IL CAPOGRUPPO"
S'infittisce il mistero sul capogruppo del Pd. Pochi giorni fa è stato nominato Tani Isaja, ma Marcello Greco, spodestato, rivendica il suo titolo: "la nomina di Isaja è invalida e anti-democratica". E spara a zero su Genovese...
"A tutt'oggi il capogruppo del Partito Democratico al Comune di Messina è Marcello Greco". Firmato Paolo Saglimbeni e Marcello Greco.
La guerra nel Pd si fa sempre più evidente tra le due fronde: l'area del Pd Trecentosessanta, riconducibili alle posizioni dell'Onorevole Enrico Letta, e l'area Genovese.
La scorsa settimana con un atto ufficiale quattro consiglieri del Pd avevano "deposto" Marcello Greco in favore di Tani Isaja, "incoronato" nuovo capogruppo del Pd. Ma qualcosa non funziona, almeno secondo i due esponenti dell'area Letta, Greco e Saglimbeni.
"L'atto con il quale i quattro consiglieri autoconvocati sfiduciano Greco - scrivono i due - è formalmente irricevibile in quanto non allega alcun verbale attestante la riunione di tutti i componenti del gruppo e lede pertanto il diritto dei consiglieri esclusi a partecipare al processo decisionale di nomina del proprio capogruppo".
Greco e Saglimbeni non si fermano qui. Scrivono ai vertici del partito respingendo le motivazioni addotte a sostegno della sfiducia, etichettate come "infondate e pretestuose". E poi giù pesante con le accuse all'area Genovese: "è l'ennesimo episodio che riafferma la loro tracotanza e prepotenza, caratteristiche incompatibili con l'ipotesi di un partito aperto e democratico come il Pd".
"Genovese - continuano Greco e Saglimbeni - dimostra di non conoscere o di disprezzare la prassi democratica e ciò rivela la sua insofferenza per il confronto. Non ci lasceremo intimorire - concludono - perseguiremo imperterriti la nostra azione politica al fine di costruire un Pd aperto e trasparente non piegato e piegabile nelle mani di alcun signorotto".
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