Il fenomeno della trasposizione delle canzoni in "opere" cinematografiche, dopo Notte prima degli esami, torna a far danni di celluloide.
Mentre Wall-e, in vetta ai botteghini, cede spazio al Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen, sbarca nelle sale Albakiara film tratto dalla celebre e (quasi) omonima canzone di Vasco Rossi. La k che compare all'interno del titolo allude alla generazione K, postmoderna, il lato oscuro dei ragazzini di oggi.
La pellicola, che aspira a realizzare un quadro generazionale dei giovani dell'era di internet e del telefonino, punta la lente d'ingrandimento sulla follia dei diciottenni di oggi, sulle loro paure più recondite, i loro vizi più perturbanti (la droga, il sesso violento) e "regala" scene cruente, volgari, specchio deformante della realtà quotidiana. Nel film tra i protagonisti il figlio del Blasco, Davide Rossi, poi Raz Degan, Alessandro Haber e la protagonista, Laura Gigante.
Dall'altra parte dell'oceano arriva invece il fenomeno Tropic Thunder, film che in poche settimane ha sbancato i box office americani con il trio Robert Downey Jr., Ben Stiller, Jack Black, che interpretano tre stelle del cinema vanagloriose e capricciose costrette a convivere dentro lo stesso film: un war movie ad alto budget ambientato nel sud-est asiatico. La messa in scena diventerà realtà e i tre si troveranno davvero in mezzo alla guerra, ma con umorismo.
Il film si apre a più chiavi di lettura: pellicola leggera e divertente per chi al cinema cerca relax ed intrattenimento e complesso gioco di rimandi metacinematografici che attaccano spudoratamente i film di guerra americani, da Apocalypse Now a Platoon, da Rambo a Salvate il Soldato Ryan.
Film di casa nostra, opera seconda della figlia d'arte Maria Sole Tognazzi, è L'uomo che ama, che mette in scena l'ennesimo triangolo amoroso che imperversano nelle sale cinematografiche: Pierfrancesco Favino, Monica Bellucci e Ksenia Rappoport.
Una pellicola che racconta la grande passione di un uomo per una donna. L'uomo che ama è un uomo normale che in due storie diverse vive situazioni opposte: abbandona e viene abbandonato, diventa carnefice e poi vittima. La particolarità sta nel punto di vista maschile ma delicato del racconto.
C'è spazio, nel week end, anche per la fantascienza targata Vin Diesel con Babylon A.D., film che unisce fantasy ed azione in un mix americano sulla scia di Blade Runner, e per un bioptic: Control, la storia di Ian Curtis, leader dei Joy Division, raccontata con sensibilità dal fotografo Anton Corbijn.
Morto suicida a soli 23 anni, Curtis non riusciva a controllare (da qui il titolo che fa riferimento anche alla canzone She's Lost Control) il proprio corpo scosso dalle crisi epilettiche che fecero cadere il musicista in depressione. |