Un anno fa, nel mese di luglio, veniva presentato da Trenitalia alla Regione Siciliana un piano di riorganizzazione delle tratte ferroviarie siciliane nel quale erano previsti nuovi collegamenti, la riduzione dei tempi di percorrenza tra le principali stazioni ferroviarie dell’Isola, treni lenti intervallati da treni veloci e la riorganizzazione di tutti i servizi in una nuova ottica di sistema integrato, chiamato “Memorario”.
Nello specifico tale riorganizzazione prevedeva: • nella dorsale tirrenica “Messina-Palermo”, di ridurre il tempo di percorrenza tra le due città passando dalle attuali 3 ore e mezza alle due 2 ore e 40 con un risparmio di percorrenza di un ora e dieci muniti; • tra Palermo e Termini Imerese un treno ogni trenta minuti, con fermate in tutte le stazioni; • un servizio di collegamento tra Messina e Milazzo ogni ora, con fermate in tutte le stazioni; • collegamenti tra Palermo e Agrigento, con un treno in partenza ogni ora e un tempo di percorrenza di 2 ore e 10 minuti; • novità anche sulla linea Palermo-Catania, accorciando i tempi di percorrenza di una trentina di minuti; • sulla dorsale ionica Messina-Catania-Siracusa, era prevista l’applicazione dello stesso progetto orario applicato sulla Messina-Palermo.
Il costo complessivo del progetto ammontava a circa 130 milioni. Altri 10 milioni di euro erano a carico del bilancio regionale per una supplementare ottimizzazione del servizio. Dal punto di vista finanziario, questo nuovo piano presentato da Trenitalia era coperto da fondi nazionali.
In merito a questo piano riorganizzativo l’assessore regionale Titti Bufardeci, dichiarava la sua soddisfazione per l’accordo firmato con le ferrovie dello Stato: “Lo considero utile per facilitare la mobilità dei siciliani, sono piccole modifiche, ma che oggettivamente consentono un’accelerazione”, e di seguito il neo assessore Nino Strano dichiarava: “Si avvia un miglioramento graduale del sistema, con la certezza che gli utenti potranno fin da subito percepire risultati concreti”.
"Considerato che è trascorso un anno - si legge nel documento presentato dal comitato pendolari siciliani a firma di Giosuè Malaponti- e nè i pendolari, né i siciliani si sono accorti di tutti questi benefici e/o vantaggi che il piano riorganizzativo doveva portare al miglioramento del trasporto ferroviario dell’Isola, ma abbiamo riscontrato, a onor del vero, un effettivo peggioramento della situazione ferroviaria in special modo sulla dorsale tirrenica Messina-Palermo, oltre al taglio operato a diversi treni a lunga percorrenza da e per il nord".
Nel giugno 2007 l’assessore regionale ai trasporti, Dore Misuraca, aveva accordato a Trenitalia l’aumento medio delle tariffe pari al 7% a partire dal 1° luglio 2007. Con i maggiori introiti Trenitalia doveva farsi carico di: • aumentare i servizi ferroviari in Sicilia; • acquistare nuovi mezzi rotabili; • ammodernare e/o ristrutturare il materiale viaggiante esistente. Di mezzi nuovi non se ne vedono circolare, di miglioramenti del servizio nemmeno l’ombra e di ammodernamento non se ne parla. Un esempio: un abbonamento mensile di 40 chilometri, nel giugno 2007 costava circa 44,00 euro oggi lo stesso abbonamento costa 56,00 euro.
"I siciliani e a maggior ragione i pendolari siciliani - continua Malaponti - stanno ancora aspettando il tanto annunciato 'Contratto di Servizio' per il trasporto ferroviario in Sicilia. Contratto di Servizio che in Sicilia doveva essere una 'svolta epocale' a detta di qualche assessore regionale ai trasporti, ma è rimasto a binario morto nei meandri del Dipartimento dei Trasporti della Regione".
Il coordinatore richiama l’attenzione della politica regionale su due articoli dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, art. 17 e art. 22 e alla luce di quanto è previsto nei due articoli dello Statuto chiede al Governo regionale: • di realizzare la continuità territoriale; • di voler chiudere il capitolo del Contratto di Servizio sottoscrivendolo; • di far rispettare a Trenitalia l’accordo sottoscritto nel giugno 2007; • di intervenire incisivamente sul miglioramento infrastrutturale della rete ferroviaria siciliana.
"Di fatto i siciliani - conclude il documento - ad oggi, non hanno visto nulla del nuovo piano del trasporto ferroviario, del nuovo scenario infrastrutturale se non i cosiddetti 'effetti annunci' della politica regionale e nazionale in questi ultimi quarantanni". |