Non è insolito leggere storie ambientate nell’Iraq del dopo Saddam, nelle quali la protagonista è una giovane donna musulmana totalmente immersa nella sua realtà, con tutte le sue abitudini e le sue tradizioni. La novità arriva quando questo mondo viene tratteggiato, fin nei minimi particolari, da una donna occidentale come Morgana Gallaway, che nel suo primo romanzo, L’usignolo di Mosul edito da Piemme, ha saputo mettere in evidenza, con infinita dovizia di particolari, l’atmosfera e gli stati d’animo che si vivono e si respirano in una città squarciata dalla guerra.
Mosul è un paesino di periferia, non molto distante da Baghdad, nel quale però si svolge una vita molto più tranquilla rispetto alla capitale, almeno fino alla caduta del regime di Saddam Hussein. È qui che vive LeilaalGhani, giovane donna musulmana con un grande sogno nel cassetto: diventare medico. Per realizzarlo Leila ha fatto tutto ciò che era necessario, ma la guerra, si sa, stravolge ogni cosa e così anche quel sogno, tanto importante per la ragazza e per la sua famiglia, che malgrado le credenze religiose l’appoggiava pienamente, si è frantumato in mille pezzi, vanificando di colpo tutti gli sforzi che Leila aveva dovuto affrontare per costruirsi un futuro migliore e, perché no, diverso. Impossibile individuare con esattezza gli elementi salienti di questo romanzo. In esso si concentrano romanticismo, stili di vita diversi, talvolta anche messi dinanzi a un duro confronto, e avvenimenti storici di portata mondiale, raccontati senza porre in mezzo alcun filtro che ammorbidisca la raffigurazione della violenza quotidiana in Iraq e le difficili scelte cui, nonostante tutto, si va incontro in un Paese devastato dalla guerra.
Attraverso la storia romanzata di Leila l’autrice offre al lettore l’opportunità di avere uno sguardo completo su quelli che sono gli orrori del conflitto, all’interno del quale non può mai esistere una netta distinzione tra buoni e cattivi. Un romanzo avvincente, sin dalle primissime righe, in cui le azioni si susseguono rapidamente e senza tregua, creando, in tal modo, un’escalation di emozioni che porta il lettore a una completa immersione in quella che, per lui, finisce con il rappresentare non più una semplice lettura, ma pagine di vita vissuta dalle quali risulta impossibile non lasciarsi coinvolgere.
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