Soddisfatti del tavolo di lavoro di ieri, i segretari generali dei tre sindacati, Cgil Fp Clara Crocè, FP Cisl e Cisl Medici Saro La Rosa e GianPlacido De Luca e Uil Fpl e Uil Medici Giuseppe Calapai e Mario Capitanio, e sostenuti da più di quattromila firme raccolte in questi giorni con dei banchetti nei punti nevralgici della città, annunciano la manifestazione.
“Apprezziamo l’intervento e le conclusioni a cui il Prefetto è arrivato, dando atto dell’importanza del coinvolgimento dei lavoratori e quindi delle Organizzazioni Sindacali che sino ad oggi erano state escluse dal tavolo istituzionale e quindi dalla partecipazione ad un processo che dovrà ancora essere definito”.
“Abbiamo registrato l’impegno del Prefetto Alecci – hanno affermato i rappresentanti sindacali – anche se adesso si dovranno aspettare le conclusioni tecniche affidate al Genio Civile e al Dipartimento tecnico dell’Università. Sulla base delle risultanze tecniche il Prefetto convocherà un ulteriore incontro a cui saranno invitate anche le Organizzazioni Sindacali per definire il quadro delle urgenze, delle necessità e degli interventi dal quale verranno fuori le proposte da trasmettere all’Assessorato regionale alla Sanità”.
Lunedì, la manifestazione cittadina proposta da Cgil, Cisl e Uil per tutelare il presidio sanitario che opera nel cuore della città, partirà da piazza Unione europea. Sinistra e Libertà sarà presente alla manifestazione indetta dai sindacati a difesa dell’ospedale Piemonte e soprattutto della sanità pubblica di Messina.
Secondo il movimento politico la minacciata chiusura parziale o totale del Piemonte non c’entra nulla con la dichiarata inagibilità di alcuni reparti dell’ospedale (che vanno sicuramente messi in sicurezza secondo le indicazioni dei tecnici), o con la lotta agli sprechi nella sanità siciliana (che va condotta colpendo i veri centri d’interesse e speculativi che gravitano da anni intorno alla sanità).
Ma c’entra molto con il “progetto” di ridimensionamento delle strutture sanitarie pubbliche della città di Messina, arrecando così un duro colpo al diritto alla salute dei cittadini, che non avranno più un riferimento sanitario fondamentale al centro città; ai lavoratori, che oltre a peggiorare le loro condizioni di lavoro rischiano tra l’altro di essere dichiarati in esubero con gli accorpamenti dei reparti di varie strutture sanitarie; alla città di Messina, sempre più bistrattata e marginalizzata dal governo regionale e nazionale. |