Università, nuova bufera in arrivo sui test di medicina
Messina, 14.01.2012 :
Ateneo di Messina di nuovo nel mirino del Tar. Un ricorso proposto dagli avvocati Delia e Bonetti mette in luce una nuova violazione del principio dell'anonimato. Ma la verifica diventa difficile: sarebbero infatti state rubate le brutte copie dei test, che consentirebbero di capire se i candidati abbiano copiato o meno le soluzioni dei quesiti.
Anno accademico nuovo, scandalo vecchio. I test di medicina sono di nuovo sotto osservazione da parte del TAR. E di nuovo per irregolarità nelle procedure.
Appena due mesi fa il Consiglio di Stato ha evidenziato che la gestione della prova di selezione è stata illegittima sul fronte del rispetto dell'anonimato dei candidati negli ultimi 10 anni. "Le operazioni compiute dalla Commissione hanno rischiato di porre nel nulla tutti gli accorgimenti previsti dal legislatore al fine di assicurare che la correzione degli elaborati avvenisse nel più stretto anonimato e seguendo la par condicio dei ricorrenti e l’imparzialità dell’Amministrazione, consentendo a chiunque ne avesse interesse di associare una determinata busta al nome del candidato", sostiene il consiglio. Una sentenza che ha seguito la pronuncia del T.A.R. di Catania, che evidenziava come "l'anomala modalità di distribuzione dei plichi ai candidati, non giustificata da alcuna valida ragione coerente con le finalità di trasparenza delle procedure concorsuali, è sintomatica di un non corretto svolgimento della procedura concorsuale".
Nel nuovo ricorso al T.A.R. presentato dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, si sostiene che sono proprio i verbali di concorso a svelare "la concordanza tra numero seriale del compito e numero seriale della scheda anagrafica”. Un abbinamento che doveva restare segreto fino a quando il CINECA (il Consorzio tra Università che svolge le veci di "centro di calcolo" a livello nazionale per i test di ammissione) avrebbe corretto le prove.
La vicenda si infittisce anche perchè l'Università di Messina ha denunciato alla DIGOS il furto delle brutte copie dei compiti. Tali "brutte copie", che era state richieste dagli avvocati ricorrenti, erano gli unici strumenti per comprendere se un candidato avesse, ad esempio, copiato le soluzioni o ragionato autonomamente sui quesiti.
Il T.A.R. ha dato all'Ateneo peloritano e al Cineca 30 giorni di tempo per spiegare le anomalie messe in luce. Prenderà delle decisioni il prossimo 22 febbraio.
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