Test di medicina, l'Unime istituisce una commissione amministrativa
Messina, 16.01.2012 :
La commissione dovrà indagare sul furto delle brutte copie dei test di ammissione, richieste dagli avvocati Delia e Bonetti, legali dei 51 ricorrenti al TAR che hanno denunciato una nuova violazione dell'anonimato. Dall'Udu arriva un moderato apprezzamento per la decisione che, comunque, appare "assai tardiva".
Dopo la grave scomparsa delle brutte copie dei test di ammissione all'ambitissimo corso di laurea in Medicina e Chirurgia, l'Università di Messina reagisce, inviando una nota alla Gazzetta del Sud: "In riferimento ai plichi dei fogli “brutte copie" , che sono stati sottratti da ignoti dai locali dell’Archivio della direzione didattica di via dei Verdi (e non del Rettorato), pur sottolineando che si tratta di documenti privi di rilevanza, vi è viva preoccupazione per un furto avvenuto in un archivio dell’Ateneo. E per questo è stato deciso di costituire una commissione amministrativa che accerti quanto accaduto."
La richiesta delle brutte copie degli ultimi test di medicina era stata inoltrata, lo scorso 16 settembre 2011, dagli avvocati Delia e Bonetti. I due legali, rappresentanti dei 51 partecipanti al test che hanno deciso di ricorrere al TAR per l'ennesima violazione dell'anonimato, sostengono che sarebbero proprio i verbali di concorso a svelare "la concordanza tra numero seriale del compito e numero seriale della scheda anagrafica” (http://www.normanno.com/Università--nuova-bufera-in-arrivo-sui-test-di-medicina-1288023867.html).
L'Università si mostra disponibile a fornire tutte le prove attestanti la regolarità dell'operato della commissione che ha presieduto i test e lo svolgimento delle prove, "in ottemperanza all’ordinanza del Tar del 21 dicembre scorso". Continua la nota: "Si è certi che, come richiesto dai giudici amministrativi, il Cineca (il centro di calcolo nazionale che si occupa della correzioni dei test, ndr) fornirà chiarimenti sulle misure adottate per: verificare l’integrità dei plichi all’atto della ricezione e la custodia degli stessi, le modalità di correzione degli elaborati, la verifica dei plichi all’atto della ricezione".
Puntuale è arrivata la replica dell'Udu, l'Unione degli Universitari, che sulla commissione che indagherà sul furto delle brutte copie afferma: "La decisione appare assai tardiva considerando che le richieste sono intervenute il 16 settembre 2011; solo oggi, dopo l'intervento della stampa e dopo oltre un mese dalla denuncia del furto alla Digos, l'Ateneo si è deciso per l'istituzione della commissione che dovrà "lavorare", a distanza di mesi e mesi dai fatti, con notevoli e maggiori difficoltà nella ricostruzione degli accadimenti."
Decisamente poco condivisa la valutazione sulla "mancanza di rilevanza" delle brutte copie, documenti a tutti gli effetti in quanto: "si tratta degli unici atti ufficiali dai quali possa evincersi la sequenza della domande, che muta per ogni partecipante per evitare copiature, attribuita a ciascuno studente".
I fogli delle "brutte copie" erano gli unici su cui i candidati avevano la possibilità di prendere appunti e ragionare, e da cui gli investigatori avrebbero potuto trarre elementi importanti. "Si sarebbe potuto accertare, ad esempio, come, nonostante una "brutta" intonsa, qualche "genietto" abbia comunque ben risposto a complicatissimi quiz di chimica e matematica".
Sulla vicenda il T.A.R. di Catania si pronuncerà il prossimo 22 febbraio.
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