Repici lascia la Giovane Italia, Croce ai vertici del Pdl: necessario un cambio generazionale

Messina, 04.02.2012 :

Il presidente della "Giovane Italia" Ferdinando Croce commenta lo "sgarbato" addio di Francesco Repici al coordinamento provinciale del "serbatoio" juniores pidiellino e rivolge un monito proprio ai vertici del partito "risposte chiare e univoche sul ricambio generazionale in vista delle prossime competizioni elettorali".

 

Un'esortazione. Forte. Le dimissioni di Francesco Repici dal ruolo di Coordinatore provinciale della Giovane Italia, diventano l'occasione per esternare un'esigenza che circola ormai da tempo tra i componenti della "costola" juniores del Pdl.

 

Le dimissioni di Repici con l’adesione di quest’ultimo al progetto del Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che il presidente della Giovane Italia Ferdinando Croce indica come "traditore del vincolo di mandato nei confronti degli elettori del Popolo della Libertà e corresponsabile del momento di estrema crisi economica e sociale che stiamo vivendo", rappresentano secondo Croce un episodio grave di "inciviltà politica", sia per le modalità con cui si sono consumate che per le motivazioni che starebbero alla base della decisione assunta.

 

Croce parla a nome dei militanti veri della Giovane Italia, che avevano ben accolto la nomina di coordinatore di Francesco Repici nell'ottica di una apertura del giovanile a realtà nuove e “minori”, provenendo peraltro il Repici da un simpatico centro della provincia di Messina (Fiumedinisi) dove lo stesso sembrava distinguersi per le battaglie di opposizione al partito del Governatore Lombardo (sfociate anche in clamorose vicende politiche e giudiziarie).

 

"Nell'ottica del P.d.L. - continua Croce - l’unico requisito di cui egli si ammantava era quello di essere il referente di uno dei parlamentari regionali più influenti della provincia di Messina, l'On. Roberto Corona, attualmente co-Coordinatore del partito (sul punto, peraltro, crediamo che al di là della vicenda processuale del summenzionato, che avrà corso nelle opportune sedi e sul merito della quale non possiamo entrare, sia necessario che la dirigenza chiarisca quale sia allo stato il suo ruolo): ebbene, per detto solo motivo Repici riteneva di godere di una sorta di diritto ereditario a rappresentare tutti i giovani di Destra del territorio peloritano. Ma evidentemente, parafrasando John Belushi e Clint Eastwood, “quando il gioco si fa duro, i non-duri smettono di giocare”, e così Repici ha ritenuto preferibile abbandonare la nave in difficoltà prima del tempo e soprattutto prima degli “amici” (come ama definirli) da lui stesso rappresentati".

 

Tra l'altro Croce critica il comportamento di Repici, anche alla luce del fatto che l'ex coordinatore ha precisato di non essere nemmeno iscritto al Popolo della Libertà, ma di essere un  semplice simpatizzante, non più “operativo” dal febbraio 2011. 

 

Insomma Croce parla "alla nuora perchè intenda la suocera". La scelta del Pdl di nominare Repici coordinatore ha avuto come risultato il passaggio di quest'ultimo al partito, al momento, più inviso al Pdl. Così il presidente della Giovane Italia afferma sì di continuare a credere con fermezza nel partito co-fondato, ma invita tutti i dirigenti ed i parlamentari, destinatari della missiva, a fornire risposte chiare ed inequivoche alla voglia di rappresentanza dell'area culturale, sociale e generazionale che rappresenta, iniziando ad affrontare con marcata precisione e sin dagli imminenti congressi un "effettivo ricambio generazionale", eliminando le residue ambiguità ed affrontando tempestivamente tematiche di respiro globale quali: la riqualificazione della zona falcata, la decrescita dei territori, l'innovazione tecnologica e le grandi tematiche ambientali; anche al fine di "giungere alle prossime competizioni elettorali consapevoli delle azioni intraprese e delle prospettive future".


di Redazione



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