Messinambiente in liquidazione. Il Pd attacca il sindaco, Cgil e Uil chiedono un confronto
Messina, 04.02.2012 :
La decisione è stata intrapresa durante l'assemblea dei soci svoltasi ieri. A maggio scorso si era acceso il dibattito con la possibilità di ricapitalizzare la società. Il sindaco Buzzanca afferma che la decisione non è del tutto irrevocabile, ma intanto si scaldano Pd e sindacati.
L'assemblea dei soci si è indirizzata ieri verso la messa in liquidazione della società che, tra inchieste giudiziarie, debiti, crediti e bracci di ferro con l'Ato3, si occupa da oltre un decennio dell'igiene cittadina.
Già lo scorso maggio si era nuovamente acceso il dibattito sulle sorti della società. Messa in liquidazione o ricapitalizzazione? Allora arrivò l'ok del Sindaco al "rilancio" dell'azienda attraverso il trasferimento di alcuni beni di proprietà del Comune. Ma oggi la storia è cambiata. Checchè ne dica Buzzanca, che parla di una scelta non del tutto irrevocabile, il percorso tracciato in questi anni per la società è apparso a molti piuttosto chiaro.
E infatti non si sono fatte attendere le reazioni di politica e sindacati. Il segretario provinciale del Pd Giuseppe Grioli, attacca soprattutto il primocittadino "che - afferma -passerà alla storia come il liquidatore della città di Messina".
Grioli sostiene che la scelta di mettere in liquidazione Messinambiente non è stata dettata dal caso o da circostanze estranee alla volontà dell'Amministrazione Comunale, ma è conseguenza diretta di tutte le azioni messe in campo da quattro anni dal Sindaco ai danni della Società di proprietà del Comune. "In nessuna città d'Italia - sostiene Grioli - un Sindaco avrebbe portato a morire un'azienda pubblica che gestisce lo smaltimento del ciclo dei rifiuti dal momento che essa è titolare di concessioni per realizzare impianti per la separazione e la biostabilizzazione. A Messina questo può succedere. Nel 2010 il PD ha condotto una battaglia serrata contro l'Amministrazione che inopinatamente decideva di fermare la realizzazione degli impianti di separazione secco/umido e biostabilizzazione . Il Sindaco bloccando irrazionalmente (non comprendiamo le ragioni) la realizzazione di quegli impianti ha fermato un processo che avrebbe portato la città a divenire progressivamente sempre più autonoma dalla discarica di Mazzarrà. Infatti gli impianti di separazione e biostabilizzazione una volta entrati a regime avrebbero assicurato al Comune di Messina un risparmio di circa 6 milioni di euro costo che oggi dobbiamo sopportare per pagare il trasporto alla discarica di Mazzarrà ed il costo dovuto a Tirreno Ambiente".
Il Partito Democratico aveva presentato in Consiglio Comunale un Odg, approvato a maggioranza, nel quale si dava l'indirizzo all'Amministrazione di mettere a gara il 40 % delle azioni di Messinambiente ed individuare il socio privato che sarebbe diventato anche gestore del servizio come prevede la legge e da ultimo anche il decreto Monti. "Quella proposta - continua Grioli - dava un indirizzo preciso sulla realizzazione degli impianti che era giunta a conclusione dell'iter, con delibera della stessa Giunta Buzzanca che procedeva all'esproprio dei terreni . Il Sindaco ha disatteso le volontà del Consiglio Comunale, ha perseguito nel tempo azioni contro la Società Messinambiente, non ha proceduto alla gara per la scelta del socio privato così come in tutta Italia hanno fatto le amministrazioni che hanno una visione ed una strategia nell'interesse dei cittadini. Noi non difendiamo l'esistente ma vogliamo un cambiamento dell'assetto delle società partecipate dal Comune per questo abbiamo messo in campo proposte concrete e praticabili sia su Messinambiente che su ATM" .
"Il Sindaco - conclude Grioli - porta a conclusione il suo mandato collezionando fallimenti e liquidazioni".
I sindacati, Cgil e Uil, chiedono un immediato incontro all’Amministratore unico della Messinambiente e al Sindaco. "Occorre fare chiarezza in ordine alla situazione economica finanziaria dell’azienda, anche con riferimento ai finanziamenti stanziati dalla regione Sicilia per ripianare i debiti, oltre che per lavoratori e utenti".
"La scelta intrapresa ieri durante l'assemblea dei soci - chiariscono i sindacati - dovrebbe essere assunta dal Consiglio Comunale. Ricordiamo che il civico consesso ha votato un ordine del giorno per il mantenimento dell’azienda pubblica. Chiediamo pertanto concludono i sindacalisti l’immediata convocazione del Consiglio".
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