Messinambiente, tutti contro Buzzanca 'Ci vuole chiarezza'

Messina, 06.02.2012 :

Nonostante le rassicurazioni del Sindaco sulla gestione dei rifiuti e sul mantenimento dei posti di lavoro, coralmente si chiede chiarezza sulla partecipata comunale.

 

Pioggia di reazioni dopo l'annuncio del Sindaco Buzzanca di voler intraprendere la via della messa in liquidazione di Messinambiente. Prima Pd e Cgil, adesso Sel, Risorgimento Messinese, Fli e Cisl.

 

Il coordinatore del circolo "Matteo Cucinotta" Daniele Ialacqua e il responsabile del "Forum ambiente provinciale" di Sinistra, Ecologia e Libertà Beniamino Ginatempo guidicano come "incredibile, scandalosa e assurda" la decisione deliberata dall’assemblea dei soci di Messinambiente spa con la quale il comune di Messina ha deciso di dichiarare la liquidazione della società. "Non è difficile immaginare - dichiarano Ialaqua e Ginatempo - le gravi ripercussioni perché probabilmente i fornitori ed i creditori della società non se ne staranno con le mani in mano vedendo che il Comune dichiara la sua incapacità a garantire i debiti e la gestione di una società che fattura quasi 40 milioni di euro l’anno".

 

I rappresentanti di Sel sottolineano che "A quanto sembra, le ragioni della messa in liquidazione sono da ricercare nei debiti accumulati dalla società, sia per la gestione ordinaria che nei confronti dell’erario, ma non si capisce perché non vengono considerati i crediti che la società vanta nei confronti del Comune e non solo (si parla di una trentina di milioni di euro) e che risulterebbero essere superiori ai debiti della società. Non si è mai visto la liquidazione di una società che vanta più crediti che debiti".

 

"Liquidare una società controllata per il 99% dal comune di Messina - continua il comunicato di Sel - significa tra l’altro ammettere e sanzionare il fallimento della gestione comunale del settore rifiuti a causa delle scelte, o meglio delle non scelte, del sindaco Buzzanca e del presidente dell’ATO3 rifiuti Ruggeri, i veri liquidatori del settore". C’è materia, a nostro avviso, per un intervento della Corte dei Conti per danno all’erario visto che in questi anni si sono sperperati milioni di euro (quasi 40 milioni di euro annui) per una gestione che totalizza la più bassa percentuale di raccolta differenziata d’Italia (altro che Napoli!), e la più alta percentuale di rifiuti destinati allo smaltimento in discarica tal quali (ovvero quasi il 95%!)".

 

"Tra l'altro - evidenziano i rappresentanti di Sel - liquidare una società a capitale pubblico va tra l’altro al momento contro sia alle risultanze del referendum del 12/13 giugno, il cui primo quesito andava nella direzione di mantenere in mani pubbliche non soltanto l’acqua ma anche i servizi pubblici locali, sia alle decisioni del consiglio comunale che si era espresso contro la liquidazione".

 

Sel propone di varare una seria politica di gestione dei rifiuti, con una raccolta differenziata porta a porta nell’ambito di una Strategia rifiuti Zero; di rilanciare la propria società di gestione con la prospettiva magari di diventare punto di riferimento per la gestione dei rifiuti a livello provinciale; di realizzare finalmente e non soltanto a parole, delle infrastrutture necessarie per gestire il settore (impianti di valorizzazione della raccolta differenziata, impianti per la gestione dell’umido, piccola discarica per il residuo, ecc..).

 

Infine conclude il comunicato di Ialacqua e Ginatempo "Le dichiarazioni ad oggi fornite non ci convincono, pretendiamo maggiore chiarezza da parte del Sindaco e del liquidatore Ruggeri, mentre speriamo che la magistratura completi gli accertamenti in corso sia sugli eventuali condizionamenti mafiosi nel settore rifiuti a Messina e provincia sia sulle anomalie che si sono evidenziate negli ultimi anni nella gestione dei rifiuti e che Sinistra Ecologia Libertà aveva denunciato in un esposto nel dicembre 2010".

 

 

Sulla vicenda sono intervenuti anche il consigliere comunale di Risorgimento Messinese Nino Carreri e quello di Fli, Nello Pergolizzi. Carreri ritiene "poco consono" il metodo decisionale del Sindaco e chiede al primo cittadino di "la possibilità ad una partecipata sana di continuare il proprio lavoro”.

 

"La decisione unilaterale di porre in liquidazione una società sana e tutt’altro che fallimentare, come invece vorrebbe far credere il Sindaco originario di Barcellona Pozzo di Gotto – ha evidenziato Nino Carreri – è l’ennesimo affronto alla gloriosa città di Messina ed al suo civico consesso ivi compreso lo stesso gruppo che fa capo al Sindaco: un consiglio comunale interamente tenuto all'oscuro di questa decisione e che ha dimostrato di rappresentare Messina molto più degnamente di quanto non è invece riuscito a fare Buzzanca, divenuto agli occhi della popolazione più un caporale di giornata che un vero primo cittadino. Non sappiamo a quale logica ubbidisca la decisione di sciogliere una partecipata di grande valore come Messinambiente – ha proseguito il consigliere di RM – e non vorremmo che questa precipitosa fuga in avanti fosse solo il tentativo di mascherare una più complessiva gestione fallimentare di un settore vitale come la raccolta dei rifiuti, e corre dunque il legittimo dubbio che questa decisione sia un semplice escamotage per favorire ben altri disegni che scavalcano la città. Mai, come in questa triste stagione di “fine impero” – ha concluso Carreri – pensavamo di dover assistere ad un simile scempio ed invece ancora una volta il Sindaco e la sua triste Giunta hanno dato l’ennesima prova di non guardare al bene di Messina, una cittàche evidentemente non hanno mai sentita propria ma esclusivamente merce di scambio per alimentare il fuoco di una politica di bassa cucina”.

 

 

Risorgimento Messinese chiede dunque che venga ripensata la decisione di porre in liquidazione Messinambiente e che una volta per tutte venga portata in aula una delibera che affronti in maniera seria la questione, dando al Consiglio comunale la possibilità di esprimersi, come peraltro civiltà democratica e corretto uso delle istituzioni repubblicane impongono.

 

Anche Pergolizzi sulla questione Messinambiente rimarca l'assoluta "sordità" di Buzzanca alle sollecitazioni di alcune componenti politiche, delle organizzazioni sindacali e del Consiglio comunale che, chiamato a pronunciarsi sulla vicenda, si era espresso contro la messa in liquidazione della società. "Buzzanca - continua inoltre Pergolizzi- ha ufficializzato la propria determinazione di porre in liquidazione la Società, approvando i bilanci relativi agli anni 2009 e 2010. Ciò significa, tralasciando ogni valutazione sulla legittimità degli atti posti in essere dal socio comune di Messina, che il maggior credito (circa 25 milioni) iscritto nei bilanci della società Messinambiente e non contabilizzato nei bilanci della società Ato3 dovrà essere ripianato dal Comune di Messina con il conseguente inserimento delle somme dovute a Messinambiente nel bilancio Comunale relativo all’anno 2012, il tutto con conseguenze nefaste ed irreparabili per gli equilibri di bilancio. A questo punto – conclude il coordinatore di Fli - serve una parola di chiarezza sul futuro della società, soprattutto e prima di tutto da parte del sindaco, al fine di stabilire tra le priorità quella di salvaguardare il know-how ed il bagaglio di esperienza acquisita dai lavoratori durante gli anni di attività, tramite il mantenimento della Società».

 

 

Sul punto anche la Cisl. "E' incomprensibile l'accelerazione posta del sindaco Buzzanca sulla liquidazione di Messinambiente". Questo il commento del segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese. "Avevamo già denunciato come la morte cerebrale fosse stata decisa un paio di anni fa quando non si era proceduto alla ricapitalizzazione e alla ricerca del socio privato" ricorda Genovese che poi sottolinea come ancora troppe ombre vi siano su questa società, come la silenziosa uscita di scena dell'avvocato Dalmazio e le scelte organizzative e funzionali che avrebbero consentito risparmi considerevoli non dovendo soggiacere alla discarica di Mazzarrà. Chiediamo - conclude Genovese - di conoscere la verità e di vedere le carte e i conti".


di Redazione



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