Messinambiente, illegittima la messa in liquidazione

Messina, 20.02.2012 :

Lo sostengono i consiglieri comunali Giuseppe Melazzo, Nello Pergolizzi e Ivano Cantello: necessario "previo confronto e relativa deliberazione da parte del competente Consiglio Comunale".

Si rischia l'emergenza rifiuti in città: dopo il contestato incidente al lavoratore di Messinambiente, il servizio di raccolta va avanti a singhiozzo, a causa delle condizioni fatiscenti in cui versano i mezzi della società che, per cautela, vengono tenuti fermi in attesa che arrivino le risorse per la manutenzione.

Soldi che al momento mancano, e che dovrebbero arrivare dal Comune e dall'Ato3.
"Invitiamo e sollecitiamo il sindaco Giuseppe Buzzanca, nella sua qualità di Assessore con delega alle società partecipate", affermano Melazzo, Pergolizzi e Cantello, "ad intervenire immediatamente trasferendo risorse e fondi necessari alla società, al fine di evitare lo scoppio in città di un gravissima emergenza sanitaria".


Reperire risorse è da qualche settimana il grattacapo maggiore del sindaco Buzzanca, che le attende dalla Regione e da Roma, e deve fronteggiare il rischio sempre più incombente del dissesto finanziario.


Sono tuttavia critici i tre consiglieri sulla scelta della messa in liquidazione della Messinambiente.
"L’Assemblea dei soci (di fatto il Comune di Messina, rappresentato nell’occasione direttamente dal Sindaco Dott. Giuseppe Buzzanca) ha inteso porre in liquidazione, con atto che potrebbe assumere profili di illegittimità, senza previo confronto e relativa deliberazione da parte del competente Consiglio Comunale, la Società Messinambiente, non perdendo ancora una volta l’occasione per creare ulteriore confusione, dimostrando ancora una volta inadeguata capacità amministrativa", sostengono senza tanti giri di parole i consiglieri.
Senza la deliberazione del Consiglio, si travalicherebbe l'articolo 27 dello Statuto di Messinambiente, che prevede che l'Assemblea dei Soci possa esclusivamente determinare "le modalità di liquidazione", e non la liquidazione tout cour.


"Risulta altresì grave l’evenienza che il socio di maggioranza (Comune di Messina) abbia deliberato di conferire al liquidatore", l'onnipresente Si rischia l'emergenza rifiuti in città: dopo il contestato incidente al lavoratore di Messinambiente il servizio di raccolta va avanti a singhiozzo, a causa delle condizioni fatiscenti in cui versano i mezzi della società che, per cautela, vengono tenuti fermi in attesa che arrivino le risorse per la manutenzione. Soldi che al momento mancano, e che dovrebbero arrivare dal Comune e dall'Ato3.
"Invitiamo e sollecitiamo il sindaco Giuseppe Buzzanca, nella sua qualità di Assessore con delega alle società partecipate", affermano Melazzo, Pergolizzi e Cantello, "ad intervenire immediatamente trasferendo risorse e fondi necessari alla società, al fine di evitare lo scoppio in città di un gravissima emergenza sanitaria".
Reperire risorse è da qualche settimana il grattacapo maggiore del sindaco Buzzanca, che le attende dalla Regione e da Roma, e deve fronteggiare il rischio sempre più palese del dissesto.
Sono tuttavia critici i tre consiglieri, sulla scelta della messa in liquidazione della società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti.
"L’Assemblea dei soci (di fatto il Comune di Messina, rappresentato nell’occasione direttamente dal Sindaco Dott. Giuseppe Buzzanca) ha inteso porre in liquidazione, con atto che potrebbe assumere profili di illegittimità, senza previo confronto e relativa deliberazione da parte del competente Consiglio Comunale, la Società Messinambiente, non perdendo ancora una volta l’occasione per creare ulteriore confusione, dimostrando ancora una volta inadeguata capacità amministrativa".
Senza la deliberazione del Consiglio, si travalicherebbe l'art 27. dello Statuto di Messinambiente, che prevede che l'Assemblea dei Soci possa esclusivamente determinare "le modalità i liquidazione", e non la liquidazione tout cour.
"Risulta altresì grave l’evenienza che il socio di maggioranza (Comune di Messina) abbia deliberato di conferire al liquidatore", l'onnipresente Ruggeri, "il seguente potere: “la cessione dell’azienda sociale o di rami di essa, ovvero di singoli beni o diritti o blocchi di essi”. Il tutto  senza alcun controllo preventivo da parte dell’Amministrazione Comunale".Si rischia l'emergenza rifiuti in città: dopo il contestato incidente al lavoratore di Messinambiente il servizio di raccolta va avanti a singhiozzo, a causa delle condizioni fatiscenti in cui versano i mezzi della società che, per cautela, vengono tenuti fermi in attesa che arrivino le risorse per la manutenzione. Soldi che al momento mancano, e che dovrebbero arrivare dal Comune e dall'Ato3.
"Invitiamo e sollecitiamo il sindaco Giuseppe Buzzanca, nella sua qualità di Assessore con delega alle società partecipate", affermano Melazzo, Pergolizzi e Cantello, "ad intervenire immediatamente trasferendo risorse e fondi necessari alla società, al fine di evitare lo scoppio in città di un gravissima emergenza sanitaria".
Reperire risorse è da qualche settimana il grattacapo maggiore del sindaco Buzzanca, che le attende dalla Regione e da Roma, e deve fronteggiare il rischio sempre più palese del dissesto.
Sono tuttavia critici i tre consiglieri, sulla scelta della messa in liquidazione della società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti.
"L’Assemblea dei soci (di fatto il Comune di Messina, rappresentato nell’occasione direttamente dal Sindaco Dott. Giuseppe Buzzanca) ha inteso porre in liquidazione, con atto che potrebbe assumere profili di illegittimità, senza previo confronto e relativa deliberazione da parte del competente Consiglio Comunale, la Società Messinambiente, non perdendo ancora una volta l’occasione per creare ulteriore confusione, dimostrando ancora una volta inadeguata capacità amministrativa".
Senza la deliberazione del Consiglio, si travalicherebbe l'art 27. dello Statuto di Messinambiente, che prevede che l'Assemblea dei Soci possa esclusivamente determinare "le modalità i liquidazione", e non la liquidazione tout cour.
"Risulta altresì grave l’evenienza che il socio di maggioranza (Comune di Messina) abbia deliberato di conferire al liquidatore", l'onnipresente Ruggeri, "il seguente potere: “la cessione dell’azienda sociale o di rami di essa, ovvero di singoli beni o diritti o blocchi di essi”. Il tutto  senza alcun controllo preventivo da parte dell’Amministrazione Comunale".Si rischia l'emergenza rifiuti in città: dopo il contestato incidente al lavoratore di Messinambiente il servizio di raccolta va avanti a singhiozzo, a causa delle condizioni fatiscenti in cui versano i mezzi della società che, per cautela, vengono tenuti fermi in attesa che arrivino le risorse per la manutenzione. Soldi che al momento mancano, e che dovrebbero arrivare dal Comune e dall'Ato3.
"Invitiamo e sollecitiamo il sindaco Giuseppe Buzzanca, nella sua qualità di Assessore con delega alle società partecipate", affermano Melazzo, Pergolizzi e Cantello, "ad intervenire immediatamente trasferendo risorse e fondi necessari alla società, al fine di evitare lo scoppio in città di un gravissima emergenza sanitaria".
Reperire risorse è da qualche settimana il grattacapo maggiore del sindaco Buzzanca, che le attende dalla Regione e da Roma, e deve fronteggiare il rischio sempre più palese del dissesto.
Sono tuttavia critici i tre consiglieri, sulla scelta della messa in liquidazione della società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti.
"L’Assemblea dei soci (di fatto il Comune di Messina, rappresentato nell’occasione direttamente dal Sindaco Dott. Giuseppe Buzzanca) ha inteso porre in liquidazione, con atto che potrebbe assumere profili di illegittimità, senza previo confronto e relativa deliberazione da parte del competente Consiglio Comunale, la Società Messinambiente, non perdendo ancora una volta l’occasione per creare ulteriore confusione, dimostrando ancora una volta inadeguata capacità amministrativa".
Senza la deliberazione del Consiglio, si travalicherebbe l'art 27. dello Statuto di Messinambiente, che prevede che l'Assemblea dei Soci possa esclusivamente determinare "le modalità i liquidazione", e non la liquidazione tout cour.
"Risulta altresì grave l’evenienza che il socio di maggioranza (Comune di Messina) abbia deliberato di conferire al liquidatore il seguente potere: “la cessione dell’azienda sociale o di rami di essa, ovvero di singoli beni o diritti o blocchi di essi”. Il tutto senza alcun controllo preventivo da parte dell’Amministrazione Comunale". 


Ruggeri, "il seguente potere: “la cessione dell’azienda sociale o di rami di essa, ovvero di singoli beni o diritti o blocchi di essi”. Il tutto  senza alcun controllo preventivo da parte dell’Amministrazione Comunale".
 


di Redazione



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