Messinambiente, ancora polemiche sull'infortunio: replicano i legali dell'operatore

Messina, 17.02.2012 :

Il malfunzionamento del braccio dell'autocompattatore si era già verificato. Lo spiegano i legali dell'operatore rimasto ferito. La stessa denuncia era arrivata dai sindacati. Intanto oggi il fermo dei mezzi ha prodotto le prime emergenze rifiuti in alcune zone cittadine. Il sindaco Buzzanca ha incontrato l'amministratore Di Maria.

Continua il braccio di ferro tra i sindacati e l'amministratore di Messinambiente, Armando Di Maria, impegnato nella procedura di messa in liquidazione della società. Polemiche infiammmate dall'Infortunio sul lavoro dell'operatore rimasto incastrato nel braccio meccanico di un autocompattatore. Di Maria ha tentato di rintuzzare le denunce dei sindacati sulla mancata manutenzione dei mezzi. 

 

Dopo l'incidente, fermo dei dipendenti per i controlli sui mezzi, molti dei quali non ritenuti idonei. Immediata l'emergenza rifiuti in diverse zone cittadine. Stamane il sindaco, Giuseppe Buzzanca, ha incontrato Di Maria per fare il punto su eventuali risorse disponibili subito ed è tornato ad invocare l'invio dei fondi regionali dovuti.

E oggi è arrivata anche la precisazione dei legali dell'operatore che ha rischiato di finire nel tritarifiuti."Imprudente è il datore di lavoro che mette a repentaglio la vita di decine di lavoratori con mezzi ed attrezzature inidonei. Il malfunzionamento si era già verificato nel turno precedente.

"Nessuna imprudenza da parte del nostro assistito", è la secca la replica degli Avvocati Santi Delia e Rosario Cannata, di cui pubblichiamo di seguito la lettera.

 

Come verrà certamente accertato dalle Autorità competenti, i continui guasti all'automezzo in parola erano già stati segnalati nei giorni scorsi ai vertici dell'Azienda con ben 5 relazioni di servizio. A tali denunce, tuttavia, non è seguito alcun riscontro da parte di Messinambiente i cui vertici hanno continuato, con indifferenza, a disporre dell'autocompattore ordinando ai dipendenti in servizio di usarlo.

 

Il nostro assistito aveva il compito, svolto con scrupolosa attenzione dei propri doveri e rispetto delle regole da ormai 18 anni, di raccogliere l'immondizia posta all'esterno del cassone ed assistere all'operazione di aggancio dello stesso telecomandate dal conducente del mezzo.

 

 

Su tale autocompattatore, tuttavia, non era in funzione il dispositivo di "centraggio" che consente alle braccia meccaniche di agganciare automaticamente il cassonetto, ragion per cui, preso atto del blocco della pressa, il nostro assistito ha provveduto alle ispezioni del caso al fine di indicare al conducente le operazioni da compiere per ovviare al guasto.

 

Improvvisamente, tuttavia, la pressa dell'autocompattatore ha ripreso, di scatto, a funzionare agganciando di slancio una manica del giubbotto assegnato in dotazione al nostro assistito dalla Società datrice di lavoro. 

 

A differenza di quanto vorrebbe farsi credere nelle dichiarazioni comparse nei vari organi di stampa, quindi, l'operazione di ispezione del compattatore da parte dell'operatore di terra al fine di dare gli opportuni imput al conducente, è nota a tutti gli operatori della Società.

 

Ove si decidesse per omettere tale verifica, infatti, tutti i mezzi dovrebbero essere condotti in officina per le verifiche del caso prima ancora del blocco totale degli stessi, con scontati disastrosi riflessi sulla continuità del servizio.


di Redazione



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