L'ascesa di Sarino Bonaffini, gli affari in zona sud tra cemento, supermercati e mazzette
Messina, 13.10.2011 :
Dopo il sequestro gli investigatori ancora a lavoro sugli affari immobiliari di Bonaffini. Al vaglio i rapporti con i politici, altri costruttori e l'ombra delle mazzette per oliare i contatti con la pubblica amministrazione.
Il personaggio chiave dell'inchiesta sfociata nel maxi sequestro di oggi è Sarino Bonaffini.
Nel 2007 lui e le società del settore ittico vengono coinvolte nell’indagine Ninetta, su un imponente traffico di droga gestito dal clan di Mangialupi, principale piazza di rifornimento per lo stupefacente pesante per tutta la provincia di Messina.
Nel marzo 2009 Sarino Bonaffini viene arrestato per l’assunzione a un supermercato di una parente di Antonino Spartà, fratello dell’ultimo boss non pentito della città, Giacomo Spartà di Santa Lucia Sopra Contesse. Bonaffini sarebbe stato chiamato dal titolare del supermercato per intercedere col fratello del boss e convincerlo a soprassedere sulla richiesta, visto che la forza lavoro del market era già completa.
Nel 2007 la Squadra Mobile, indagando sulle speculazioni edilizie all'ombra del Prg e le fughe di notizie sulla stessa inchiesta, poi sfociata nell'arresto del procuratore aggiunto Pino Siciliano, intercetta le conversazioni di Sarino Bonaffini col geometra Mario Migliardo, a sua volta amico di Michele Caudo, ex coordinatore provinciale Udc e intimo del giudice.
Le conversazioni vengono fuori nel fasciolo della richiesta di domiciliari per Siciliano, al capitolo Tentativi di acquisizione di elementi conoscitivi sullo stato delle indagini:.La società “M.S. S.r.l.” riconducibile a Migliardo «deve essere posta in diretto collegamento con la “Immobiliare Parco Marullo S.r.l.”, entrambe con sede legale a Santa Venerina (Ct)».
Il 5 giugno del 2007 gli investigatori della Mobile intercettano Bonaffini e Migliardo che parlano in auto. Migliardo spiega al costruttore di sapere dell'indagine che riguarda concessioni edilizie ed investimenti immobiliari, e Bonaffini ribatte: «… Qualche pesce, e che ha?… e che gli doveva raccontare che gli mandavo i pesci a casa, che problemi ci sono…».
Scrivono poi i magistrati: «Bonaffini Sarino introduce il secondo passaggio fondamentale, riferendo all’architetto che, il giorno precedente, mentre usciva dal Tribunale, ha incontrato un non meglio indicato “cancelliere”, il quale gli ha rivelato confidenzialmente che vi sarebbe un’indagine che li riguarda in relazione al progetto “Archimede” in costruzione e che soltanto il coinvolgimento di personaggi politici ha evitato l’adozione di provvedimenti cautelari nei loro confronti».
E ancora «… La conversazione prosegue, anche se Basile, alle domande di Bonaffini, il quale in effetti non sembra coinvolto nell’operazione “Archimede”, fornisce risposte generiche ed evasive. Ciò consente di desumere che in tale operazione immobiliare, in effetti, siano stati commessi illeciti.
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